Un giorno di ordinaria indifferenza

La mattinata libera per mettere un pò d’ordine. Poi la capatina a qualche sito d’informazione ed ecco che mi imbatto nella foto che ritrae i cadaveri di due ragazzine annegate ieri a Torregaveta distese sul bagnasciuga coperte da teli mare.

La notizia fa parte della cronaca estiva con molti (troppi) bagnanti che annegano perché non sanno nuotare o perché hanno mangiato poco prima, oppure che vengono travolti dalle moto d’acqua o motoscafi guidati da scellerati irresponsabili, eccetera.

Ma il sentimento di pietà per quelle due povere ragazzine che volevano solo farsi un bagno, a poco a poco si trasforma in una rabbia mista a tristezza perché, guardando bene la foto si notano sullo sfondo due bagnanti tranquillamente seduti che osservano con inquietante tranquillità la scena dei due corpicini distesi sulla sabbia, come se niente fosse, nell’indifferenza più totale. I due sembrano pensare che la giornata al mare must go on. O forse non ci pensano neppure.

Questa foto riempie il cuore di tristezza. L’indifferenza dei bagnanti che continuano a prendere il sole è qualcosa di mostruoso e che non voglio pensare che questo mostro sia dentro ognuno di noi. Altrimenti mi chiedo: cosa siamo diventati? Se neanche una scena così straziante riesce a scalfire pur superficialmente un pizzico di sensibilità nella maggioranza dei bagnanti su una spiaggia flegrea un sabato mattina di luglio, ecco, mi spiego allora come mille altre tragedie, ingiustizie, guai, provvedimenti governativi scellerati, ci passano addosso senza che quasi nessuno se ne accorga, si indigni, si mobiliti. Semplicemente, si fa finta di niente.

L’unica fiammella di speranza è quel quasi.

Addio Violetta e Cristina.

~ di Leeno su Luglio 20, 2008.

3 Risposte to “Un giorno di ordinaria indifferenza”

  1. il giornalista che l’ha proposta ha sapientemente e accuratamente taciuto sulla catena di solidarietà che solo per una tragica fatalità non le ha salvate e ha colpevolmente proposto una foto dei rarissimi momenti in cui i corpicini erano soli ad aspettare il trasporto e la scena dei bagnanti era molto più lontana di quello che la foto ha ricostruito…comunque rimane il dolore per due vite che meritavano molto di più che non mendicare

  2. ero lì perchè vivo lì… bugie eravamo in collera tutti.. non è la prima volta che capita.. noi tutti abbiamo creato una catena umana per salvare le 2 ragazzine ma la corrente del mare era più forte… che scrivete!! vergognatevi!

  3. Anch’io sono di queste parti, per questo la cosa mi ha particolarmente colpito. La creazione di una catena umana per salvare le bambine Vi fa solamente onore e testimonia l’esistenza di persone dotate di sensibilità e senso di solidarietà, sentimenti che, purtroppo negli ultimi tempi, sembrano vacillare contro una sorta di razzismo strisciante (Miriam Makeba non per caso è venuta a morire a Castel Volturno).

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