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Il Fuoco

E’ con questo elemento che si vuole risolvere ogni questione terrena e ultraterrena.

Il fuoco è il mezzo usato in Fahrenheit 451 per l’ordine dato di bruciare i libri la cui lettura è considerata un reato in una società dove ogni informazione scritta è proibita.

L’Inferno è il luogo delle tenebre dove il fuoco mai si estingue, per l’eterna punizione da infliggere ai peccatori. Nel Vangelo viene menzionata la Geenna, appunto il luogo in basso corrispondente all’inferno. In realtà la Geenna era la discarica dove l’immondizia (indifferenziata) veniva bruciata in modo perenne, quindi l’accostamento con i gironi infernali, luogo dell’eterna sofferenza, era scontato.

Il fuoco, sempre lui, è il mezzo preferito dai senza testa (e senza casco) in motorino per bruciare immondizia e zingari. Eccoli di nuovo alla ribalta assalire Rom e Pompieri intenti a spegnere i cassonetti in fiamme, in un attacco indifferenziato contro possibili minacce al loro territorio: la loro banlieue. Il territorio ora è ridotto in brandelli dalla loro sotto-cultura che una volta era chiamata del “sotto proletariato urbano”, oggi indentificabile come manodopera a basso costo per la camorra, capace di far convivere coltelli in tasca e immagini di Padre Pio alle pareti.

Il fuoco, infine, si vuole far credere che sia l’unico candidato a risolvere la questione monnezza nell’ottica (miope) di un percorso lineare: 1) produzione, 2) consumo, 3) rifiuto, 4) discarica, 5) inceneritore. Questa volta Il fuoco, quindi, è il mezzo preferito dei senza testa, ma in doppiopetto.

All’ottica del percorso lineare “produzione -> inceneritore”, basta contrapporre quello che già da sempre avviene in Natura: attuare il percorso circolare del ri-ciclo. In quest’ottica diversa ogni fase va rivista.

  1. La produzione dovrà correggere gli errori di progettazione (tali sono da considerare buona parte dei rifiuti).
  2. Il consumo va rivisto secondo i canoni della compatibilità ambientale, quindi anche della sobrietà, della solidarietà e dell’equità. Chi non è d’accordo deve comprendere che il prezzo di un bene comprende anche il costo per il suo smaltimento.
  3. Il rifiuto, a questo punto, diventa un bene da ri-usare, ri-ciclare, per essere re-immesso nel circuito. Una risorsa che crea posti di lavoro.
  4. La discarica diventa inutile in una strategia complessiva di zero rifiuti.
  5. L’inceneritore non ha ragione d’essere.

~ di arcus su Maggio 19, 2008.

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