Il sogno, il risveglio
Stasera prima di addormentarmi ho fatto un sogno:
Che possa finire al più presto la schiavitù dal petrolio; che venga introdotto in modo massiccio l’uso dell’energia solare, geotermica, eolica e, al contempo, diminuiscano i consumi stessi di energia tramite nuovi (o antichi?) modi di vivere; che si raggiunga per primi in Campania, poi altrove, l’obiettivo “Rifiuti Zero” e che il mondo intraprenda il cammino verso una “decrescita felice”.
Ma aspettarsi che tutto questo cada dal cielo e che basti augurarselo, purtroppo, non basta. Ci sono piccoli e timidi segnali di mobilitazione ancora troppo deboli, la stragrande maggioranza di noi pensa ancora solamente al proprio misero orticello, come dice Padre Zanotelli in un accorato e duro appello pubblicato su Repubblica.
Napoli è il paese del Sole, la Campania è sempre stata definita felix, da sempre questo è stato il posto dove si vive bene per eccellenza. Ad un certo punto c’è stata la calamità, quella che ci ha più danneggiato: il black out delle nostre coscienze, un black out perdurante e tenuto a bada dal pallone, dai centri commerciali luccicanti (dove si vende futura spazzatura che poi non sappiamo dove mettere), dalle intimidazioni della criminal-politica. Tutto questo ci ha portato a gestire le nostre vite nell’omertà, nell’indifferenza, quindi nella complicità. Il risultato è lo scempio che abbiamo sotto gli occhi.
E’ ancora lunga la nottata?
Bhe, la consapevolezza di essere nel profondo della notte è già un primo passo…..



add’a passà ‘a nuttata