Le nostre banlieues

Come se non bastasse l’emergenza rifiuti, ecco comparire puntuali come le mosche sulla m..da, gli ultras della violenza. L’incendio dei rifiuti per strada (forse commissionato da qualcuno) che gruppi di teste vuote stanno perpretando già da tempo con il conseguente aumento, anche per loro e per le loro famiglie, del tasso di diossina cui siamo sottoposti, basterebbe già a dare un giudizio netto su certi personaggi. Ma l’ultimo episodio relativo all’assalto ai pompieri impegnati nello spegnimento del solito cumulo incendiato (probabilmente apposta) e che sono stati presi a sassate e bombe carta solo perché facevano il loro dovere, rende tutta la vicenda dei rifiuti in Campania ancora più inquietante.

Il fatto è accaduto lontano dal sito di Pianura, dove si vorrebbe aprire la discarica, quindi non strettamente collegato alle proteste che stanno avvenedo in quel luogo. Il fatto è accaduto alla periferia di Pozzuoli, al Rione Toiano, quartiere degradato dove ogni famiglia, anche al terzo piano, ha le sbarre alla finestra e i pianerottoli interni di ogni piano sono protetti anch’essi con strutture di ferro facendo sembrare ogni fila di palazzi (o carri armati come vengono chiamati dalle persone del luogo) dei veri e propri padiglioni di un carcere. A peggiorare questa già drammatica situazione di invivibilità di un quartiere è subentrata la spazzatura imperante, e nella confusione generale in cui tutta l’area flegrea è piombata in questi giorni, ecco comparire questi incappucciati in motorino pronti ad approfittare di qualsiasi elemento di confusione. Quale altra ghiotta occasione potevano aspettarsi se non quella dell’emergenza rifiuti come miccia per scatenare raids come quello di ieri sera?

Trovare analogie con la violenza urbana delle periferie francesi del 2005, la cosiddetta “rivolta delle banlieues” è stato facile. Anche lì si incendiavano spazzatura e automobili, si prendeva a pietrate la polizia in assetto antisommossa. Le periferie interessate erano anch’esse dei ghetti/dormitorio e i rivoltosi erano per lo più figli di immigrati mai perfettamente integrati nella società. Qui non si tratta di figli di immigrati, ma l’esclusione patita inconsapevolmente è pressocché la stessa. Troppe volte trova sfogo nella micro-criminalità, terreno fertile per il passaggio ad una criminalità sempre meno micro.

E’ un peccato, infine, che l’attenzione di tutta la vicenda rifiuti si stia poi spostando su questi fatti (vedi la nomina di un poliziotto come ennesimo super commissario). Sempre ieri, mentre questo gruppo di teppisti prendeva a sassate i pompieri, almeno 15.000 persone hanno sfilato pacificamente per Napoli centro per rivendicare una diversa strategia della gestione rifiuti, strategia che ha molti punti in comune con quella illustrata sul post precedente da Paul Connet (vedi).

~ di Leeno su Gennaio 10, 2008.

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