Sto maturando l’idea di acquistare un’auto. La mia vecchia ha ormai superato i 200.000 km e, dopo 11 anni di onorato servizio sulle scassate strade della Gazapolitan strip, veramente non le si può chiedere altro. I fruscii sono diventati rumorini, i quali oggi sono assordanti urla di sofferenza: non so se si tratta di cuscinetti o frizione… o altro.
Ero fiducioso del fatto che, vista l’affidabilità della mia Giapponese, l’avrei potuta cambiare, un giorno, con un auto non inquinante, ad aria compressa oppure ad idrogeno o, perlomeno, di una ibrida con un prezzo ragionevole che consumasse 2 litri di benzina ogni 100 km. Niente di tutto questo. Mi ero completamente illuso che il raggiungimento del picco della produzione di petrolio avesse finalmente dato una spallata decisiva agli obsoleti motori a scoppio. Questa tecnologia, per quanto possa sembrare avanzata in termini di prestazioni, accelerazioni, silenziosità, ecc., è pressocché la medesima di un secolo fa: aspirazione, compressione, combustione, scarico, fasi immutate dei motori a combustione interna a quattro tempi.
Ma mentre mi trastullo il cervello fra consumi medi, schede tecniche, livelli di CO2, dimensioni e quant’altro si può scorgere su una rivista più o meno specializzata, oggi ho deciso di andare al lavoro con i mezzi pubblici. Come se, prima di darmi il nulla osta per continuare ad inquinare, avessi bisogno dell’ultimo test per valutare se posso evitare di calarmi nel giro delle concessionarie.

Ecco in sintesi la cronaca del viaggio.
ANDATA
1) Sono partito da casa con un bel libro in borsa che finora non sono riuscito ancora ad aprire e sono giunto alla metro alle ore 06.55;
2) Il treno è partito alle 07.17 (22 minuti di attesa);
3) Sono giunto alla stazione centrale per la coincidenza con il secondo treno alle 07.55. Il treno era passato alle 07.50;
4) Il treno successivo è passato alle ore 07.22 (27 minuti di attesa);
5) Sono giunto sul posto di lavoro alle 08,44 (34 minuti di ritardo).
RITORNO
1) Mi sono trovato alla stazione alle 18.05. Il treno è passato alle 18.18 (13 minuti d’attesa);
2) Arrivo alla stazione centrale alle 18.38. Sono riuscito a beccare in coincidenza l’altro treno;
3) A metà percorso c’è un “termine di corsa”, con attesa del treno successivo di circa 20 minuti.
4) Arrivo alla stazione vicicno casa alle 19.45.
Il totale dei tempi d’attesa è di un’ora netta, cioè il tempo che con l’auto impiego per l’andata e il ritorno messi insieme, senza traffico.
Unico dato positivo: ho letto 53 pagine del libro.
Se voglio terminare il libro in fretta dovrò fare l’Odissea una volta a settimana per altre 5 settimane.
Ciao